Decreto Agosto, tutte le misure dell'ultimo decreto legge a sostegno dello sviluppo
di Fanco Canna - Innovation Post

Il Decreto Agosto, il nuovo atto di sostegno all’economia che il Governo mette in campo dopo Cura Italia, Decreto Liquidità e Decreto Rilancio, dispone misure consentite dal nuovo scostamento di bilancio da 25 miliardi di euro concesso dal Parlamento.

Risorse utili per misure richieste a gran voce dalla imprese: dal rinnovo della Cassa Integrazione con causale “Covid-19” al rinvio (almeno parziale) delle tasse e della riscossione ordinaria.

Il decreto, un testo formato da 109 articoli, interviene a più livelli sul sistema economico del nostro Paese, includendo anche nuovi bonus per i lavoratori, il blocco dei licenziamenti fino a fine anno e vari rifinanziamenti di fondi che erogano incentivi alle imprese come il neonato Fondo Nuove Competenze e i più conosciuti fondi per la Nuova Sabatini e per i voucher Innovation Manager.

Ma andiamo con ordine e vediamo quali sono le misure per le imprese e per i lavoratori contenute nel Decreto Agosto.

Le misure per le imprese del Decreto Agosto

Come si è anticipato, il Decreto Agosto rinvia (in parte o in tutto) le tasse già sospese per effetto dei precedenti decreti Cura Italia e Rilancio.

Le tasse sospese o rinviate

Vengono rinviate per metà dell’importo le tasse sospese durante il lockdown, mentre Tosap e Cosap restano sospese fino a fine 2020. Le tasse sospese a marzo, aprile e maggio dovranno infatti essere pagate solo al 50% entro il 16 settembre 2020 (in un’unica soluzione o in massimo 4 rate mensili di pari importo a partire dal 16 settembre), mentre il 50% restante potrà essere saldato in massimo 24 rate mensili di pari importo a partire dal 16 gennaio 2021.

Per i soggetti ISA sotto ai limiti (che abbiano registrato un calo di fatturato/corrispettivi di almeno il 33% tra primo semestre 2020 e primo semestre 2019) è rinviato al 30 aprile 2021 il termine per il versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’Irap

Anche la seconda rata dell’Imu viene sospesa per:

immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali

immobili rientranti nella categoria catastale D/2, e relative pertinenze e installazioni funzionali, e immobili degli agriturismo, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate

immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni

immobili rientranti nella categoria catastale D/3 destinati a spettacoli cinematografici e teatrali, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate (per questa categoria l’Imu non si dovrà pagare nemmeno negli anni 2021 e 2022)

Anche la riscossione ordinaria resta bloccata, con il rinvio al 15 ottobre della notifica delle cartelle da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Per sostenere le imprese più colpite dalla crisi connessa all’emergenza Covid-19, arriva a partire dal 2021 la formula del cashback per la quale il Decreto Agosto stanzia 1,750 miliardi in più. Il Ministero dell’Economia stabilirà condizioni e modalità attuative di questo strumento. La formula è quella del bonus sulle spese sostenute pagando con metodo elettronico (che verrà rimborsato da Consap).

Il limite al welfare aziendale per il 2020 raddoppia: “l’importo del valore dei beni ceduti e dei servizi prestati dall’azienda ai lavoratori dipendenti che non concorre alla formazione del reddito è elevato a 516,46 euro”.

Blocco dei licenziamenti e Cassa Integrazione

Per i datori di lavoro “che non abbiano integralmente fruito dei trattamenti di integrazione salariale riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid-19” restano sospesi fino al 31 dicembre i licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo, oltre alle procedure pendenti avviate dopo il 23 febbraio.

Unici casi esclusi “le ipotesi in cui il personale interessato dal recesso, già impiegato nell’appalto, sia riassunto a seguito di subentro di nuovo appaltatore in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di lavoro, o di clausola del contratto di appalto”. Non sono vietati inoltre i licenziamenti nel caso in cui l’attività d’impresa cessi definitivamente, messa in liquidazione della società senza continuazione dell’attività, nei casi di fallimento (senza esercizio provvisorio) e di accordi sindacali per esodi volontari.

La Cassa Integrazione con causale Covid-19 viene prorogata di ulteriori 18 settimane (per periodi che vanno dal 13 luglio al 31 dicembre 2020). Se le prime 9 settimane vengono concesse “gratuitamente”, per le successive 9 bisognerà guardare al calo di fatturato: resterà gratis per chi ha subito un calo di oltre il 20% tra il primo semestre 2020 e il primo semestre 2019 (e per chi ha iniziato l’attività dopo il primo gennaio 2019); se invece il calo è inferiore (o assente) l’azienda dovrà pagare un contributo addizionale che può essere del 9% (calo di fatturato inferiore) o del 18% (nessun calo di fatturato) rispetto alla retribuzione globale che sarebbe dovuta all’occupato nelle ore di lavoro non svolte durante la sospensione o riduzione dell’attività. Eventuali periodi precedentemente richiesti e autorizzati, a partire dal 12 luglio 2020 vengono conteggiati nelle nuove nove settimane.

Le aziende che assumono personale a tempo indeterminato (compresa la trasformazione di contratti a tempo determinato ma con l’esclusione dei contratti di apprendistato e di lavoro domestico) godranno di un esonero contributivo (esclusi contributi e premi Inail) di 6 mesi, ma nel limite massimo di 8.060 euro, riparametrato su base mensile. Dalla norma sono esclusi i datori del settore agricolo e “i lavoratori che abbiano avuto un contratto a tempo indeterminato nei sei mesi precedenti all’assunzione presso la medesima impresa”.

Mentre chi, pur avendola utilizzata a maggio e giugno, smette di utilizzare la Cassa Covid e richiama i dipendenti al lavoro, avrà uno sgravio contributivo di massimo 4 mesi (sempre escludendo premi e contributi Inail) da fruire entro il 31 dicembre 2020, “nei limiti del doppio delle ore di integrazone salariale già fruite nei mesi di maggio e giugno 2020”. Questa possibilità, valida fino a dicembre, non è data ai datori di lavoro del settore agricolo e va parametrata su base mensile. L’ulteriore condizione è l’aver avuto perdite di fatturato nel primo semestre 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Arriva poi uno sgravio contributivo generale per i lavoratori dipendenti del Sud: i datori di lavoro privati (esclusi quelli del settore agricolo e di lavoro domestico), infatti, ricevono un’agevolazione del 30% sui contributi previdenziali dei dipendenti (esclusi premi e contributi Inail).

Rivalutazione dei beni con sconto fiscale

Per sostenere la patrimonializzazione delle imprese, il Decreto Agosto dispone che, per i soggetti che non applicano i principi contabili internazionali nel redarre il bilancio, è possibile rivalutare “distintamente” (cioè scegliere per quali farlo) i beni e le partecipazioni (esclusi immobili che l’impresa come attività principale produce o scambia) presenti nel bilancio in corso al 31 dicembre 2019.

Sul valore maggiore dei singoli beni rivalutati si potrà applicare un’imposta sostitutiva di redditi e Irap con aliquota ridotta al 3% (ma Confindustria chiedeva il 2%). Non solo: si potrà affrancare (del tutto o solo in parte) il saldo attivo di rivalutazione con un’altra imposta sostitutiva al 10%. Entrambe queste imposte dovranno essere versate in due rate uguali (una entro il termine del saldo nel periodo d’imposta della rivalutazione; l’altra entro il termine della seconda o unica rata di acconto delle imposte del periodo successivo).

Si stabilisce poi un principio generale: gli aiuti per il Covid-19 possono essere concessi anche micro e piccole imprese “che risultavano in difficoltà già alla data del 31 dicembre 2019”, a patto che non siano soggette a procedure concorsuali per insolvenza, non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio (a meno che l’impresa non abbia rimborsato il prestito o abbia revocato la garanzia) e per la ristrutturazione (a meno che non sia più soggetta al piano di ristrutturazione).

Nuove risorse per la Nuova Sabatini e per i voucher Innovation Manager

Il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa, istituito dal decreto Rilancio per le imprese titolari di marchi storici di interesse nazionale e delle società di capitali con almeno 250 dipendenti “in stato di difficoltà economico-finanziaria” (da definire con un decreto del Ministero dell’Economia), riceve ulteriori 200 milioni di euro, che saranno utilizzati (assieme ai 100 già stanziati) per intervenire nel capitale di rischio di queste imprese o attuare misure di sostegno al mantenimento dei livelli occupazionali.

Risorse anche ai fondi dedicati all’innovazione: 64 milioni sono dedicati al rifinanziamento delle agevolazioni previste dalla Nuova Sabatini, mentre si rifinanziano con 50 milioni per il 2021 i voucher per gli Innovation Manager. Ci sono poi altri 500 milioni per i Contratti di Sviluppo.

Viene incrementato di 950 milioni per il 2021 anche il Fondo Ipcei (dedicato alle imprese che realizzano importanti progetti di comune interesse europeo).

Il Fondo Nuove Competenze riceve altri 500 milioni di euro (200 per il 2020 e 300 per il 2021). Istituito presso l’Anpal dal Decreto Rilancio, le risorse (che arrivano a 730 milioni) serviranno a coprire gli oneri relativi alle ore di formazione che possono essere previste dalle aziende nel 2020 a seguito di specifiche intese tra le associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o le loro rappresentanze sindacali operative per rimodulare l’orario di lavoro, finalizzandone una parte appunto a percorsi formativi. Con il Decreto Agosto il Fondo potrà anche “favorire percorsi di ricollocazione dei lavoratori”.

Il Fondo di Garanzia per le PMI viene alimentato con nuove risorse: 3,3 miliardi per il 2023, 2,8 miliardi per il 2024 e 1,7 miliardi per il 2025. La sezione speciale del Fondo verrà utilizzata per estendere dal 30 settembre 2020 al 31 gennaio 2021 la moratoria sui prestiti e mutui delle PMI (fino al 31 marzo 2021 per il turismo): una proroga automatica per tutte le aziende già ammesse alle misure di sostegno, dal cui termine dovranno passare 18 mesi per l’avvio delle procedure esecutive.

Le misure settoriali: salgono gli incentivi per le auto

Arrivano poi altri 500 milioni per l’Ecobonus per le auto (elettriche, ibride plug-in ed euro 6), i cui incentivi salgono.

Le vetture con emissioni più alte (tra 91 e 110 grammi di Co2) continuano a ricevere un bonus da 750 euro senza rottamazione. Tra 61 e 90 grammi (sempre senza rottamazione) il bonus è di 1.000 euro.

Con rottamazione, invece, per le auto tra 0 e 60 grammi al chilometro di Co2 il bonus è di 2.000 euro, di 1.750 euro per le emissioni tra 61 e 90 grammi di Co2, mentre resta a 1.500 euro per le auto con emissioni tra 91 e 110 grammi di Co2.

Viene inoltre istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico un fondo da 90 milioni di euro per il 2020 attraverso cui saranno erogati contributi per installare colonnine di ricarica di veicoli elettrici. Il contributo sarà definito da un decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, da adottare entro 60 giorni a partire dall’entrata in vigore del Decreto Agosto.

Le altre misure per le imprese

Il credito d’imposta al 60% per i gli affitti commerciali (30% per i contratti di affitto d’azienda) viene specificatamente esteso anche alle attività termali, mentre per tutti si allunga di un mese la possibilità di riceverlo (includendo giugno, che diventa anche luglio per le strutture turistico ricettive con attività solo stagionale).

Nel fondo rotativo 394 (gestito da Simest per conto del Ministero degli Affari Esteri), che viene aumentato di 400 milioni di euro, viene istituita una sezione dedicata “al supporto dei processi di internazionalizzazione degli enti fieristici italiani, costituiti in forma di società di capitali”. Attraverso il fondo potranno essere realizzate iniziative con “interventi temporanei di partecipazione nel capitale di rischio con quote di minoranza, sottoscrizione di altri strumenti finanziari, concessione di finanziamenti”.

Le società controllate dallo Stato potranno rafforzare il proprio patrimonio con aumenti di capitale. L’articolo del Decreto Agosto stabilisce infatti che, “al fine di sostenere programmi di sviluppo e rafforzamento patrimoniale delle società soggette a controllo dello Stato, nel rispetto del quadro normativo dell’Unione Europea e di settore, con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze può essere autorizzata la sottoscrizione di aumenti di capitale e di strumenti di patrimonializzazione di società controllate per un importo complessivo fino a 1.500 milioni in conto capitale per l’anno 2020″.

Il credito d’imposta per la riqualificazione e il miglioramento delle strutture ricettive turistico-alberghiere passa dal 30% al 65% per il 2020 e il 2021.

La newco di Alitalia avrà inizialmente un capitale di 10 milioni di euro, che servirà unicamente per elaborare il piano indutriale, la cui approvazione da parte del CDA deve avvenire entro 30 giorni. Dovrà poi arrivare l’ok dall’Unione Europea, dopo il quale si potrà modificare l’atto costitutivo e lo statuto, con adeguamento del capitale sociale.

Le misure per i lavoratori: fondo perduto e bonus

Naspi e Dis-Coll scadute a maggio e giugno vengono prorogate di altri 2 mesi, mentre fino al 31 dicembre 2020 si potranno ancora rinnovare i contratti a termine senza causale in deroga al decreto Dignità (la durata massima però resta 24 mesi e il periodo massimo per il rinnovo o la proroga senza causale è di 12 mesi). Questa possibilità si potrà però utilizzare una sola volta per contratto.

Anche i ristoratori che offrono prodotti Made in Italy ricevono un aiuto dal decreto Agosto. Viene infatti istituito il Fondo per la filiera della ristorazione da 400 milioni. Le imprese con codice Ateco 56.10.11, 56.29.10 e 56.29.20 riceveranno un contributo a fondo perduto (dovrebbe essere di 2.500 euro massimi) “per l’acquisto di prodotti, inclusi quelli vitivinicoli, di filiere agricole e alimentari, anche DOP e IGP, da materia prima integralmente italiana”. Il contributo spetta se l’ammontare del fatturato medio dei mesi da marzo a giugno 2020 sia inferiore ai tre quarti di quello medio di marzo-giugno 2019. Il contributo verrà versato per il 90% quando arriva la richiesta, mentre il restante 10% verrà saldato dopo la certificazione dei documenti che attestano gli acquisti effettuati (tramite la quietanza di pagamento con modalità tracciabile). Maggiori dettagli saranno forniti con il decreto attuativo del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, che deve arrivare entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto Agosto.

Un contributo a fondo perduto arriva anche per le attività economiche e commerciali dei centri storici delle città turistiche in particolare, che abbiano una presenza di cittadini stranieri almeno cinque volte maggiore dei residenti (per i capoluoghi di provincia) o che abbiano una presenza di cittadini stranieri pari o superiore a quella dei residenti (per le città metropolitane). La condizione per ricevere il bonus è che “l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi riferito al mese di giugno 2020 sia inferiore alla metà dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi realizzati nel corrispondente mese del 2019”. Il contributo si calcola in percentuale rispetto alla differenza di fatturato tra giugno 2020 e giugno 2019. In particolare:

20% per chi ha ricavi fino a 400.000 euro

15% per chi ha ricavi maggiori di 400.000 euro e fino a 1 milione di euro

10% per chi ha ricavi superiori a 1 milione di euro

Ci sono comunque valori minimi garantiti: 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per i soggetti diversi (c’è anche un limite massimo che è di 150.000 euro): questi importi spettano a chi ha iniziato l’attività dopo il 1 luglio 2019.

Ad autonomi e professionisti iscritti alle Casse di previdenza private arriverà il tanto atteso bonus maggio da 1.000 euro. Arriverà in automatico a chi lo ha già ricevuto a marzo e aprile.

Il Decreto Agosto contiene anche dei nuovi indennizzi per i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali. In particolare, i lavoratori dipendenti stagionali e i lavoratori in somministrazione) del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro tra l’1 gennaio 2019 e il 17 marzo 2020 (non titolari di pensione, di rapporto di lavoro dipendente, Naspi) riceveranno 1000 euro.

Anche ai lavoratori con contratto a tempo determinato del turismo e degli stabilimenti termali arriva il bonus, ma in presenza di tutti questi requisiti:

titolarità nel periodo compreso tra l’1 gennaio 2019 e il 17 marzo 2020 di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, di durata complessiva pari ad almeno 30 giornate

titolarità nell’anno 2018 di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato o stagionale nel medesimo settore di cui sopra, di durata complessiva pari ad almeno 30 giornate

assenza di titolarità, al momento dell’entrata in vigore del decreto, di pensione e di rapporto di lavoro dipendente

Ci sono poi delle categorie di lavoratori dipendenti e autonomi che potranno ricevere lo stesso bonus da 1000 euro (se privi di altro contratto di lavoro a tempo indeterminato e non titolari di pensione). Si tratta di:

lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra l’1 gennaio 2019 e il 17 marzo 2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno 30 giornate nel medesimo periodo

lavoratori intermittenti che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno 30 giornate nel periodo compreso tra l’1 gennaio 2019 e il 17 marzo 2020

lavoratori autonomi, privi di partita Iva, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra l’1 gennaio 2019 e il 29 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all’articolo 2222 del codice civile e che non abbiano un contratto in essere alla data di entrata in vigore del Decreto Agosto. Gli stessi, per tali contratti, devono essere già iscritti alla data del 17 marzo 2020 alla Gestione separata Inps con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile

incaricati alle vendite a domicilio con reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attività superiore a 5.000 euro e titolari di partita Iva attiva e iscritti alla Gestione Separata Inps alla data del 17 marzo 2020 e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

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