Rafforzare gli investimenti privati puntando su Industria 4.0 e detassazione degli utili reinvestiti
di Fanco Canna - Innovation Post

“Solo il binomio pubblico-privato può risollevarci dalla crisi economica”. Per questo è fondamentale che le risorse del Recovery Fund siano “investite ampliando le aliquote previste dal pacchetto Transizione 4.0” e “facendo un ragionamento sulla detassazione totale degli utili reinvestiti in azienda” perché questo è “il modo migliore per accompagnare la voglia di investire degli imprenditori”. Così il ministro Stefano Patuanelli in un’intervista rilasciata il 27 luglio a a Sky TG 24 Economia.

Investire, non spendere

Quali saranno gli strumenti che l’Italia adotterà per gestire le risorse in arrivo dal Recovery Fund? In questi giorni si discute se debba occuparsene un gruppo interministeriale, una task force o una commissione bicamerale. “A mio avviso – ha detto il ministro – ci deve essere un ruolo forte del Governo nelle decisioni su come andremo a investire le risorse. Investire che, attenzione, è diverso da ‘spendere’ o ‘usare’…”.

Patuanelli quindi, pur riconoscendo il diritto del Parlamento a scegliersi gli strumenti per operare, ritiene che una commissione non sia necessaria. “Non abbiamo tempi così lunghi… Abbiamo fatto quasi 10 giorni di Stati Generali con confronti con tutte le forze economiche e sociali. Già da lì abbiamo ricavato un range di opzioni sulle linee in cui intervenire: questo è un lavoro già fatto e gestito bene da Conte”.

Guardando al sistema imprenditoriale italiano, le risorse devono essere utilizzate per mettere in campo “azioni profonde su settori e filiere e aumentare la dimensione d’azienda. Il valore della microimpresa e del suo prodotto artigianale è evidente, ma si deve consentire alle micro aziende di crescere in fatturato e dipendenti. I fondi devono servire a questo”.

Industria 4.0, utili reinvestiti e formazione

La priorità nelle scelte di investimento che riguardano il Ministero dello Sviluppo Economico, spiega Patuanelli, è “incidere su alcuni elementi di debolezza e fragilità, in primis l’innovazione e la digitalizzazione dell’impresa”. Come? Attivando una sinergia tra pubblico e privato, dove il ruolo del pubblico, come spiega il ministro, è “aiutare la smobilitazione dei capitali privati”.

Questo avverrà con un’azione su tre fronti. Il primo è “il rafforzamento di tutto il pacchetto 4.0, ampliando le aliquote”. E poi – qui il riferimento al nuovo Impresa 4.0 Plus – “dobbiamo essere bravi a spingere nell’uso di alcune tecnologie lavorando su obiettivi, come la digitalizzazione e la green economy, e strumenti, come blockchain, intelligenza artificiale, Internet of Things e altre tecnologie non ancora del tutto mature su cui però è importante spingere forte”.

Il secondo pilastro è “un ragionamento sulla fiscalità degli utili reinvestiti, che è il modo migliore per accompagnare la voglia di investire degli imprenditori”. L’idea è quella di arrivare alla “detassazione totale di ciò che viene reinvestito in azienda, per mobilitare risorse private”.

Il terzo punto è “la formazione: un tema su cui bisogna lavorare insieme con la ministra Catalfo (ministero del Lavoro, ndr) per aumentare le competenze interaziendali e anche quelle imprenditoriali”.

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